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Inno alla vita
La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.
(Madre Teresa di Calcutta)

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Dove la
ragione non poggia i piedi: il senso del dolore nel libro di
Giuseppe Grasso
Scritto da Elena Manigrasso - 02.10.11
Vorrei scrivere tante cose sul bellissimo libro che racconta la vita
di Pierangelo Capuzzimati: "Una scheggia di Paradiso" di Giuseppe
Grasso, edito dalla Elledici. L’opera affronta il tema del dolore
con una delicatezza e una dolcezza che lacera, graffia, scava come
un punteruolo nel cuore. E’ la sofferenza di una famiglia che viene
attaccata nel bene più grande: la perdita del figlio. Non si dà pace
per il lungo cammino di sofferenza che si prepara ad affrontare la
propria creatura, costretta dall’età di 14 anni a fare trattamenti
di chemioterapia all’ospedale Nord di Taranto. Pier, come lo
chiamano amorevolmente gli amici di scuola, non si arrende allo
sconforto, ma cerca di dare un senso alla sua vita, anche con la
presenza di una malattia che non lascia scampo. La famiglia diventa
testimone oculare di questo cammino del ragazzo che, immerso nella
propria sofferenza e nella sofferenza del mondo, diventa affamato di
domande a cui è difficile dare risposte, ma Pier come tutto un
popolo in cammino legato da una componente comune, che è quella
della sofferenza, non si stanca e cerca, cerca e cerca ancora. Passa
ormai le serate a leggere, a cercare di capire come fare a non
sprecare neanche una goccia della sua esperienza, e in questo
l’autore Giuseppe Grasso ci aiuta; il lettore viene guidato per mano
e quasi si sente sussurrare nell’orecchio: "non preoccuparti, anche
la strada del dolore può essere percorsa e capita".
Certo, in questo il mondo della realtà non ci aiuta: l’uomo di
fronte alla dolore si trova in uno stato di smarrimento ideologico e
culturale, si trova a percorrere sentieri impervi, dove la ragione
ha difficoltà a poggiare i piedi, dove l’uomo tende ad abbandonarsi
ad una lenta e lunga agonia intellettuale. Sono questi i terreni
dove solo la fede e la pietas di classica memoria riescono a
camminare con tranquillità e leggerezza. Alcune pagine si rileggono,
sono troppo dense di significato per lasciarle andare con un'unica
lettura, scavano in quello scrigno profondo e straordinario che è la
nostra coscienza. Lo scrittore ha avuto una grande sensibilità nello
scrivere, si è accostato al dramma della perdita, a tutta la
famiglia, con amorevole trasporto.
Stasera leggerò le ultime pagine ma su altre ritornerò ancora perché
la mia fragilità mi porta a cercare risposte anche attraverso la
sofferta e serena ricerca di Pier. Come affrontiamo il dolore
dipende da noi. Ci anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo
ignoriamo. E per alcuni di noi il miglior modo per affrontarlo è
conviverci. Il dolore... devi aspettare che se ne vada, sperare che
scompaia da solo, sperare che la ferita che l'ha causato guarisca: o
percorrere il cammino di Pier, che lo ha portato a bere fino
all’ultimo sorso del suo vissuto con serenità e consapevolezza, che
deriva solo da un lungo percorso di fede.
Elena Manigrasso |
Pier..............una scheggia di Paradiso
( disponibile nelle librerie Elledici )

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