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Inno alla vita

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.

(Madre Teresa di Calcutta)

 

 

 

CONVEGNO DIBATTITO
ALLEANZA EDUC'ATTIVA ALL'I.C.S. "SHKANDERBEG" FAGGIANO
ORGANIZZATO DALL' ASSOCIAZIONE " PIERANGELO CAPUZZIMATI onlus "

 

Nell'auditorium della scuola media "Shkanderbeg" di Faggiano si è tenuto il 2 giugno 2010 un interessante convegno su "Alleanza educ'attiva".
E proprio di alleanza alla ricerca di risposte educative si trattava, dato che il convegno ha raccolto intorno al tavolo dei lavori i rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte nella educazione delle nuove generazioni: famiglia, Scuola, Chiesa. Forze dell'ordine, Ente Locale.
La serata è stata introdotta da Angelo CAPUZZIMATI, organizzatore dell'evento e vicepresidente dell'associazione ONLUS "Pierangelo Capuzzimati" il quale si è congratulato per il nutrito numero di genitori, di docenti, di bambini presenti in sala.
"Questo convegno", ha affermato Capuzzimati, "nasce dalla costola di un altro importante meeting dal titolo " la sfida educativa" organizzato dalla diocesi Ufficio-Scuola di Taranto per interrogarci su come educare i ragazzi di oggi. E nasce da una produttiva collaborazione con il Dirigente Scolastico dell'I.C.S. di Faggiano Fiore DETTOLI, il quale senza esitazione ha accolto l'invito ad organizzare la serata su questo interessante tema.

E' intervenuto, poi, il Dirigente Scolastico il quale ha affermato di essere ben contento per la presenza e viva partecipazione di tutti i soggetti sociali interessati al processo di formazione della persona." Nessuno si illuda di trovare ricette risolutive da solo", ha affermato Dettoli, " o di ricevere risposte preconfezionate in questo incontro. Trattasi di problemi che impegnano ciascuno di noi nella ricerca di possibili soluzioni per educare correttamente le nuove generazioni. Ogni modello educativo è frutto della Storia e dei tempi. Pertanto non esistono sistemi educativi buoni o cattivi in assoluto ma, senz'altro, perfettibili. La società in cui viviamo è fortemente individualistica: tutto gira introno al singolo, che non relazionandosi con l'altro non cresce come persona, ma crea una società costituita di monadi incomunicanti che si autoannullano nella loro illusoria presunzione di onniscienza ed onnipotenza. Per questo l'educazione è un'azione comunitaria, perché è fatta di relazioni tra l'io e il villaggio reale e non virtuale.
La "sfida educativa, quindi, non è semplice ma lo Stato di emergenza impone l'obbligo di non demordere: ogni istituzione, ciascun individuo responsabile ha l'obbligo di chiedersi se fanno fino in fondo il proprio dovere di educatori per ricercare insieme la strada che porti alla verità e alla salvezza sociale mediante un tipo di Alleanza educ'attiva.
In quest'ottica molto può fare la Chiesa per restituire alla vita il suo autentico significato elevandola al di sopra del relativismo, della banalità e dell'assenza del dono della speranza.

Di seguito è intervenuto Don Ciro Marcello Alabrese, direttore dell'Ufficio diocesano scuola e educazione, il quale ha rassicurato tutti dicendo che la C.E.I. ci ha concesso ben dieci anni di tempo per cercare delle risposte adeguate riguardo all'educazione. Don Ciro si è poi soffermato su due sedie vuote in prima fila con scritto "figlio" e "genitore". Se metaforicamente nella vita restassero vuote crollerebbe la relazione tra generazioni, o peggio, se due foglietti per sbaglio cambiassero sedia, si avrebbe una confusione di ruoli, il papà o la mamma diventerebbe figlio, il figlio si vestirebbe di autorità e diventerebbe genitore. A volte questo capita all'interno delle famiglie. Un azzeramento di comunicazione o una confusione di ruoli.
I bambini sono stati chiamati in causa e, guidati dalla maestra Francesca Berretti, hanno espresso le loro opinioni sull'argomento con un linguaggio semplice e diretto, come solo i bambini sanno fare. Poi è intervenuto un genitore, il signor Tavolaro, il quale ha dichiarato di sentirsi protetto sotto l'aspetto educativo di suo figlio dalla scuola, parrocchia e comunità, non protetto dal mondo virtuale. "Ho difficoltà a far capire a mio figlio ciò che è reale e ciò che non lo è. Non vorrei che intorno a lui si costruisce un mondo finto".

E' intervenuta, poi, Anna Maria Bianchi dell'associazione A.GE. che ha ribadito l'importanza della interrelazione tra i vari soggetti educativi: famiglia-scuola-parrocchia-ente locale. Bisogna promuovere, ha affermato la Bianchi, attraverso un'azione comune, il bene della persona. Il sindaco di Faggiano, Mimmo Sgobba, ha condiviso questo concetto sottolineando l'importanza del porsi in ascolto dell'altro, indispensabile per la crescita spirituale e sociale dell'individuo. "Più collaborazione", ha affermato il parroco Don Alessandro Giove, "non può che fare bene al nostro paese. Sono rallegrato di questa tavola rotonda, espressione di tutte le forze attive della comunità, compresa quella delle forze dell'ordine rappresentate dal maresciallo della stazione dei carabinieri Cosimo MOTOLESE, di don Saverio Calabrese, cappellano del carcere di Taranto.
La società funziona? Può funzionare solo se queste forze si uniranno creando un girotondo solidale intorno alla nuova famiglia umana"

Elena Manigrasso

 

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