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Ama
Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.
(Maria Teresa di Calcutta)
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Spirito sportivo: chi
è costui?
E’ la domanda che si è portati a fare alla luce degli avvenimenti e delle
scoperte che hanno ultimamente interessato quel variegato mondo che è lo sport.
Avvenimenti e scoperte che offendono i tifosi italiani che allo stadio si
inorgoglivano di rappresentare la propria squadra. Credendo addirittura di
essere partecipi di una partita, invece già giocata, stabilita e decisa dalle
macchinazioni di personaggi avidi e spietati.
La passione, l’onore e la gioia di appartenere ad una squadra, di condividere
con altri speranze ed angosce, vengono così a cadere. Chi la considerava come
una seconda moglie, un’amante, per dir così, tra le cui braccia abbandonare la
mente ed il corpo fuori dalle fatiche quotidiane, si sente tradito, ingannato,
preso in giro, come un bambino da finzioni ipocrite e crudeli.
Dov’è finito quel presidente ideale, interpretato dal mitico Alberto Sordi, che
con il Borgorosso, una squadra squattrinata e perdente, riusciva a trascinare
un’intero paese allo stadio, felice e fiero dei propri giocatori?
La competizione agonistica dovrebbe essere un sana, piacevole e spensierata
competizione, impregnata di fatica, sudore, amore.
Purtroppo questo non è possibile, con squadre quotate in borsa, giocatori
miliardari, in “gironi” d’affari, denaro ed interessi che rappresentano la vera
radice di questo problema, uno dei più brutti frutti marci di questa pianta
sportiva.
Per non parlare del doping, la migliore antitesi dello sport, una vera e propria
falsificazione di sé stessi e dei propri limiti, un imbroglio che inganna e
trascina a tristi ed inevitabili conseguenze. Prezzo da pagare per glorie
fugaci.
Naturale complemento di un organismo truccato.
Corruzione, partite truccate, finte scommesse. Se il doping rappresenta un
pericolo per l’atleta in persona, tutto il resto mette in pericolo lo sport
stesso, che sta diventando ( o è ormai diventato) un oscuro e corrotto sistema,
con quel “ dietro le quinte” delle partite giocate che noi ci illudiamo di
vedere giocate in tv.
Lo sport è troppo impregnato di denaro e potere. E’ teatro o, per meglio dire,
campo, di imbrogli, ricatti e altri reati che sempre a quelli si accompagnano.
Purificare questo mondo da caratteristiche e aspetti che non gli sono consoni e
adeguati, riscoprire i suoi veri valori e i suoi principi più belli, capire lo
scopo della sua esistenza: divertirsi e divertire, appassionarsi e appassionare,
innamorarsi e farsi amare.
Questa la cura per una pianta ammalata. Prima che marcisca e muoia. Prima che
sia troppo tardi.
Pierangelo
Capuzzimati
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