Zio Alfonso
29 Aprile 2019
Prof.ssa Scardino
29 Aprile 2019

Don Eligio

Nei numerosi contatti che ho avuto, nelle corsie dell’ospedale, con i fratelli infermi ve ne sono alcuni che particolarmente hanno segnato il mio ministero pastorale.

Faccio riferimento a Capuzzimati Pierangelo con il quale è bastato uno sguardo, una stretta di mano, ed è subito nata una profonda amicizia.

Sereno ed amante della vita e quindi disposto ad accettare tutte le esperienze, anche quelle negative; così si è mostrato dal primo incontro e così si è mostrato nelle ultime volte che ci siamo visti, quando già intuiva a che cosa andava incontro.

Gentile, cordiale e discreto, ma non timido, era pronto ad ascoltare e pronto a donare un sorriso e se necessario anche una parola di “consolazione”.

Da questo suo modo di fare e di essere si coglieva in Pierangelo una grande maturità umana e soprattutto di fede.

Riusciva a leggere gli eventi della sua vita strettamente legati al suo “patire”, che non considerava certo una sconfitta, bensì una opportunità per scoprire gli aspetti essenziali dell’esistenza umana.

Non perdeva mai tempo, era sempre occupato nella lettura e nello studio delle discipline scolastiche.

Quotidiano era l’appuntamento con la preghiera personale e con la comunione Eucaristica.

Mai ho colto un atteggiamento di scoraggiamento e nei momenti più difficili, pur segnato fisicamente, esprimeva “Speranza”.

Grazie Pierangelo della tua amicizia breve, ma intensa.

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